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una recensione di Monia Gaita a Le intenzioni del baro
In questi versi le parole investono con incalzanti raffiche di polivalenza la dimensione ontologica e quella metafenomenica attraverso una reduttasi all’essenziale in cui si ràdica l’urgenza inalterabile di una verità sussunta nelle colonne tortili del divenire. Il ricorso martellante all’inversione sintattica ( iperbati e anastrofi), raffittisce il processo sovversivo e manomissorio di un ordine o regolarità in cui l’autrice, Viviana Scarinci, Continua a leggere







