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una recensione di Monia Gaita a Le intenzioni del baro

 

In questi versi le parole investono con incalzanti raffiche di polivalenza la dimensione ontologica e quella metafenomenica attraverso una reduttasi all’essenziale in cui si ràdica l’urgenza inalterabile di una verità sussunta nelle colonne tortili del divenire. Il ricorso martellante all’inversione sintattica ( iperbati e anastrofi), raffittisce il processo sovversivo e manomissorio di un ordine o regolarità in cui l’autrice, Viviana Scarinci, Continua a leggere

da L’ossario del sole

Domenico Brancale
 
Non sarò mai al sicuro dentro la parola
Verso le sei di ogni sera

il sole e io
mi vergognavo così tanto di me
di quell’essere in ogni maniera

una voce
che non si sente
alle campane del vento

Sbatteva nella campana
l’acciaio di questo vuoto

Sarei rimasto muto e monco

domani

Yves Tanguy. Tomorrow. Demain. 1938. Oil on canvas. 54.5 x 46 cm. Kunsthaus, Zurich, Switzerland.


“Io imparo a vedere. Non so perché tutto penetra in me più profondo e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva. Ho un luogo interno che non conoscevo. Ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.
Oggi ho scritto una lettera, e d’improvviso mi sono reso conto d’essere qui solo da tre settimane. Tre settimane altrove, per esempio in campagna, potevano essere un giorno, qui sono anni. Non voglio più scrivere neppure una lettera. Perché devo dire a qualcuno che sto mutando in me? Se muto, non resto quello che ero, e se sono qualcosa di diverso da prima, è chiaro che non ho più conoscenti E a gente estranea, a gente che non mi conosce, mi è impossibile scrivere.”

Da I QUADERNI DI MALTE LAURIDS BRIGGE. Rilke

ti racconto un libro

a Daria che ha compiuto gli anni

 

Il libro si intitola “Roba da donne”, la curatrice Silvia Camilotti per Compagnia delle Lettere. Per la verità all’inizio mi ha attratto la copertina, la veste editoriale che, sebbene sia quella di un tascabile, lascia intendere anche dall’aspetto  la preziosità dei contenuti. Poi sfogliando il libro mi sono resa conto dell’operazione inconsueta in cui mi fossi imbattuta. Sebbene il sottotitolo piuttosto generico reciti emancipazione e scrittura nei percorsi di autrici dal mondo ciò che salta all’occhio è il senso di un progetto volutamente lasciato alla spiccata originalità di ogni narrazione/saggio che la curatrice ha inteso includere correndo e sventando il rischio che ne venisse meno il senso di insieme. Continua a leggere

epistola

villa medicea di Careggi, loggetta 




Perché tutto il cielo in noi si ritrova, havendo noi un ardente vigore, e una celeste origine. Primariamente che altro in noi la Luna significa, che quel nostro continuo movimento dell’animo e del corpo?

Marte dipoi la nostra prestanza.
Saturno la tardità.
Il sole mostra in noi Iddio,
Giove la legge,
Mercurio la ragione
Venere la piacevolezza e humanità.

Marsilio Ficino, Lettera a Lorenzo il Magnifico