(Un canard col-vert attacché à la muraille et une bigarade. Jean Siméon Chardin [decolorato])
E come alla luce della luna eri intenta
A studiare più di tutto l’ostinata pazienza
Dell’onda benché sembri uno spreco.
.
Se stessi, come in Chardin,
O nel chiarore di birra di Vermeer,
Non oggetti della nostra pietà.
In lei nessuna lacrima rerum, nessuna arte
Solo il dono di vedere
Le cose come sono, dimezzate da un’oscurità
Da cui non possono scostarsi. D.W.
(…)
E gli uomini non poterono vedere, alzando lo sguardo,
ciò che le oche selvatiche trainavano, ciò che i falchi pescatori
si tiravano dietro in funi argentee e luccicanti
nella luce glaciale del sole; non poterono udire
i battaglioni degli storni lanciarsi gridi pacifici
mentre innalzavano la rete, coprendo questo mondo
come i rampicanti in un frutteto, o una madre che stende
una garza tremante sugli occhi tremanti
di un bambino che fluttua verso il sonno;
era la luce, che puoi vedere al tramonto sul fianco del colle
nel giallo ottobre, e nessuno di quelli che udirono seppe
che mutamento aveva indotto nel gracchiare del corvo,
nello stridio del piviere, il gracchio che volteggia sulle braci
una così immensa, alta e silenziosa apprensione
per i campi e le città cui gli uccelli appartenevano,
sennonché era il loro passo stagionale, l’Amore,
reso privo di stagione, o dell’alto privilegio del loro linguaggio,
qualcosa di più luminoso della pietà per i senza ali
sotto di loro che condividevano buchi bui in finestre e case,
e più in alto sollevarono la rete con voci silenziose
sopra ogni mutamento, tradimento di soli che calano,
e questa stagione durò un istante, come la sospensione
tra l’imbrunire e la tenebra, tra la furia e la pace,
ma, per ciò che la nostra terra è ora, durò a lungo.




clara serra
/ 30 gennaio 2012Walcott è il mio poeta preferito ma questi testi che hai postato non li conoscevo…di quale raccolta fanno parte?
cari saluti
clara
vivianascarinci
/ 30 gennaio 2012Ciao Clara, provengono tutti da “Nelle vene del mare” Adelphi, 2009.
un caro saluto
v